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Mi chiamo Edoardo Crisafulli e mi piacerebbe conoscere persone che condividono i miei ideali e/o le mie passioni intellettuali, o che sono interessati a confrontarsi. 

Mi piace far ricerca e scrivere saggi politici, sia in italiano che in inglese. Ho cominciato la mia carriera come studioso. Ma poi, lavorando all’estero (in Irlanda, in Gran Bretagna, in Arabia Saudita), negli anni ’90, mi sono reso conto di quanto mi piaccia conoscere persone di culture diverse. Così, nel 2001, sono entrato al Ministero degli Affari Esteri. È da allora che vivo all’estero. Questa carriera è in sintonia con la mia personalità: sono cittadino italiano ma sono cresciuto in una famiglia plurilingue e pluriculturale: mia madre era anglo-irlandese; mio padre è per metà siculo e per metà austro-ungarico! 

Immagino sia per questo che non sopporto il nazionalismo e mi oppongo a chi persegue gli interessi nazionali in chiave egoistica e provinciale. La mia formazione e le esperienze mi hanno indotto ad aderire al socialismo democratico. Eguaglianza e pari opportunità sono concetti che hanno un significato per me, anche se riconosco che, oggigiorno, è necessario adattare antichi ideali a una realtà sempre in movimento. Sono giunto alla conclusione, per esempio, che la democrazia prospera solo in società multiculturali e aperte.

Sono agnostico e credo fortemente che solo uno Stato laico possa garantire la libertà religiosa. Tuttavia, nutro rispetto per chi ha convinzioni religiose, purché non sia fanatico. Sono interessato ai dibattiti sul ruolo della religione nelle nostre società. Presumo ciò sia un’eredità di famiglia: sia nella famiglia di mia madre che in quella di mio padre convivevano protestanti e cattolici, e le discussioni erano all’ordine del giorno! 

Ogni tanto mi diletto a pubblicare qualcosa sulla teoria della traduzione, l'ambito disciplinare nel quale mi sono specializzato. Ma l'impulso più forte nei miei scritti è di natura politica: il desiderio di oppormi a ciò che mi pare ingiusto. In apertura riporto due frasi di Martin Luther King Jr. e di George Orwell, modelli cui guardo con ammirazione. King credeva in un metodo di lotta politica pacifica e non violenta. Orwell, un socialista tutto d’un pezzo, lottò per la giustizia sociale in una società libera – l’esatto opposto di ciò che i comunisti perseguivano e attuarono in Unione Sovietica. Sono anche un estimatore del leader socialista Bettino Craxi, che è demonizzato ingiustamente da un certo tipo di intellettuale di sinistra pieno di sé e convinto di essere il depositario della verità. 

Non mi aspetto che tutti la pensino come me... Mi auguro soltanto che i miei lettori siano disposti a considerare il mio punto di vista.